Devo per forza mettermi a dieta?
No. Prima capiremo insieme qual è il tuo obiettivo (di salute e non solo) e poi ti aiuterò a costruire un’alimentazione sostenibile nel tempo, che tenga conto della tua salute e di eventuali problemi, delle tue abitudini, del tuo stile di vita e anche del piacere di mangiare. Insieme troveremo un equilibrio che possa accompagnarti davvero nella vita di tutti i giorni, senza dover per forza ricorrere a una dieta.
Devo per forza dimagrire?
Se il dimagrimento è indicato per la tua salute, lavoreremo anche su questo obiettivo, ma senza ricorrere a restrizioni inutili o percorsi estremi. Il peso è solo uno degli aspetti della salute e non rappresenta il valore di una persona. Il percorso sarà costruito per migliorare il tuo benessere fisico e mentale nel suo insieme.
Posso rivolgermi a te anche se non devo perdere peso?
Assolutamente sì. Molte persone desiderano semplicemente mangiare meglio, gestire una patologia, migliorare il rapporto con il cibo, aumentare le energie, affrontare la menopausa o risolvere disturbi intestinali. La nutrizione non coincide con il dimagrimento.
Ho sempre fallito con le diete. Ha senso provarci ancora?
Sì, ma probabilmente non hai bisogno dell’ennesima dieta. Molte persone hanno alle spalle anni di restrizioni, sensi di colpa e continui tentativi falliti. Nel mio studio lavoriamo per interrompere questo circolo vizioso e costruire un rapporto più sereno e stabile con il cibo.
Ti occupi anche di disturbi alimentari?
Sì. Mi occupo di persone che soffrono di disturbi dell’alimentazione o che vivono un rapporto difficile con il cibo e con il proprio corpo. Quando necessario collaboro con psicologi e altri professionisti per offrire un percorso multidisciplinare.
Non ho forza di volontà, come posso fare?
Molto spesso il problema non è la forza di volontà. Nelle nostre abitudini alimentari entrano in gioco fame, emozioni, stress, sonno, ambiente, malattie… tutti aspetti che influenzano profondamente il nostro comportamento alimentare. Insieme cercheremo di capire cosa c’è dietro alle difficoltà, e a gestirle in maniera più funzionale per te.
Ho un brutto rapporto con la bilancia. Dovrò sempre pesarmi?
Non necessariamente, anzi! La bilancia è solo uno degli strumenti a disposizione e, in alcuni percorsi, può addirittura essere poco utile o controproducente. Decideremo insieme se e quando utilizzarla. Ricorda che il numero che vedi, e quindi il peso indicato, non sono sinonimi di benessere.
Ho paura di essere giudicato/a.
Nel mio studio troverai uno spazio di ascolto e accoglienza. Non esistono “bravi” o “cattivi” pazienti, né percorsi già prestabiliti. Il mio obiettivo è comprendere la tua storia e trovare strategie realistiche, senza colpevolizzazioni.
Segui anche persone con patologie?
Sì. Mi occupo di nutrizione clinica in diverse condizioni, come disturbi intestinali, diabete, insulino-resistenza, menopausa, patologie cardiovascolari, alterazioni del microbiota e molte altre situazioni nelle quali l’alimentazione può rappresentare un importante supporto.
Come si svolge la prima visita?
La prima visita è soprattutto un momento di conoscenza. Parleremo della tua storia clinica, delle tue abitudini, del rapporto con il cibo, degli obiettivi e di ciò che è importante per te. Solo dopo aver raccolto tutte le informazioni costruiremo insieme il percorso più adatto.
Quanto dura un percorso nutrizionale?
Non esiste una durata uguale per tutti. Dipende dagli obiettivi, dalla situazione di partenza e dai cambiamenti che desideri ottenere. Il mio intento non è renderti dipendente dalle visite, ma aiutarti a diventare sempre più autonomo nelle tue scelte alimentari.
Perché scegliere un approccio inclusivo al peso?
Perché la salute è molto più complessa di un numero sulla bilancia. Un approccio inclusivo significa prendersi cura della persona nella sua globalità, lavorando sui comportamenti, sul benessere e sulla qualità della vita, evitando stigma e colpevolizzazioni.
Perché continuo a mangiare anche quando non ho fame?
Perché mangiare non risponde solo a un bisogno fisico. Lo stress, la stanchezza, la noia, le emozioni o anni di restrizioni possono portarti a cercare nel cibo qualcosa che va oltre la nutrizione. Non significa che ti manca la forza di volontà: significa che vale la pena capire cosa sta succedendo davvero.
Perché penso continuamente al cibo?
Quando il cibo occupa gran parte dei tuoi pensieri, spesso non è il problema ma il segnale di qualcosa di più profondo. Diete rigide, regole alimentari, paura di ingrassare o il tentativo di controllare tutto possono aumentare la cosiddetta “food noise”. Liberarsi da questi pensieri e da queste convinzioni non può che aiutarti a vivere il cibo molto più serenamente e spontaneamente.
Se smetto di fare la dieta, perderò completamente il controllo?
È una paura molto frequente. In realtà, spesso è proprio l’alternanza tra controllo rigido e perdita di controllo ad alimentare il problema. Imparare a mangiare con maggiore flessibilità non significa mangiare senza limiti, ma costruire un rapporto più sereno e stabile con il cibo.
Perché ho sempre fame?
La fame non è un nemico da combattere, ma è un segnale fisiologico del nostro organismo. A volte può dipendere da un’alimentazione insufficiente, da ritmi di vita frenetici, dal sonno, dallo stress o da particolari condizioni fisiologiche. Imparare ad ascoltarla, invece di temerla, è parte del percorso.
Se non dimagrisco, significa che il percorso non sta funzionando?
Non necessariamente. Esistono molti cambiamenti che precedono o sono indipendenti dal peso: ritrovare la serenità a tavola, ridurre le abbuffate, avere più energie, migliorare gli esami del sangue, dormire meglio, sentirsi meno ossessionati dal cibo. Anche questi sono risultati importanti, e spesso sono quelli che durano nel tempo.
Ho sempre la pancia gonfia: è davvero colpa di quello che mangio?
Non necessariamente. Il gonfiore può dipendere da molti fattori: alimentazione, quantità e modalità con cui mangiamo, motilità intestinale, stress, ciclo ormonale e composizione del microbiota. Per questo è importante non eliminare alimenti a caso, ma capire insieme quali fattori possono contribuire al tuo disturbo.
Gonfiore, stitichezza e intestino irritabile possono migliorare con l’alimentazione?
Sì. Un’alimentazione personalizzata può contribuire a ridurre i sintomi e a migliorare la regolarità intestinale. Non esiste però un’alimentazione valida per tutti: l’obiettivo è individuare ciò che funziona per il tuo intestino, senza ricorrere inutilmente a restrizioni.
Ho la sindrome dell’intestino irritabile: devo eliminare glutine e lattosio?
Non necessariamente. Glutine e lattosio non sono responsabili dei sintomi in tutte le persone con intestino irritabile. Prima di eliminare un alimento è importante capire se esiste realmente una relazione tra quel cibo e i sintomi, evitando restrizioni non necessarie.
La mia alimentazione può influenzare il microbiota intestinale?
Sì. Ciò che mangiamo contribuisce a influenzare la composizione e la funzionalità del microbiota. Una dieta varia, ricca di alimenti vegetali e di fibre, quando tollerati, può favorire una maggiore diversità microbica. Anche in questo caso, non esiste però un unico alimento “miracoloso” per il microbiota.
Se ho il diabete devo eliminare zuccheri e carboidrati?
No. Avere il diabete non significa dover eliminare i carboidrati. È importante imparare a distribuirli nell’arco della giornata e inserirli all’interno di pasti equilibrati, tenendo conto delle proprie esigenze e della terapia prescritta.
Insulino-resistenza significa che devo mettermi a dieta?
Non necessariamente. L’insulino-resistenza è una condizione metabolica sulla quale è possibile intervenire anche attraverso lo stile di vita. L’obiettivo non dovrebbe essere semplicemente “mangiare meno”, ma costruire un’alimentazione adeguata, sostenibile e compatibile con le proprie esigenze.
In menopausa è inevitabile aumentare di peso?
No. I cambiamenti ormonali possono modificare la distribuzione del grasso corporeo, la massa muscolare, l’appetito e il dispendio energetico, ma l’aumento di peso non è inevitabile. È possibile prendersi cura della propria salute senza ricorrere a diete drastiche.
Perché durante la menopausa il corpo cambia anche se continuo a mangiare come prima?
La menopausa porta con sé importanti cambiamenti ormonali che possono influenzare composizione corporea, massa muscolare e distribuzione del tessuto adiposo. Per questo il corpo può cambiare anche senza modifiche evidenti nelle proprie abitudini alimentari.
Posso prevenire osteopenia e osteoporosi attraverso l’alimentazione?
L’alimentazione può contribuire alla salute delle ossa, insieme all’attività fisica e agli altri fattori dello stile di vita. Un adeguato apporto di calcio, vitamina D, proteine e altri nutrienti è importante, ma va sempre valutato in base alle esigenze individuali.
Esiste un’alimentazione specifica per le vampate e gli altri sintomi della menopausa?
Un’alimentazione equilibrata e alcuni accorgimenti personalizzati possono aiutare a gestire alcuni disturbi e, soprattutto, a sostenere la salute cardiovascolare, ossea e metabolica. Non esiste un’alimentazione universale così come non esistono integratori o terapie uguali per tutte le donne in menopausa. La personalizzazione è l’elemento fondamentale, basato su bisogni e problemi di ogni singola donna.
È possibile lavorare sul peso in menopausa senza ricorrere a diete restrittive?
Sì. Prendersi cura del peso non significa necessariamente seguire una dieta rigida o eliminare alimenti. È possibile lavorare sulle abitudini alimentari, sulla composizione dei pasti, sul movimento e sulla salute metabolica rispettando al tempo stesso i segnali del corpo e costruendo un approccio sostenibile.
Se ho il colesterolo alto devo eliminare tutti i grassi?
No. I grassi non sono tutti uguali e non devono essere eliminati dalla dieta. È più importante valutarne qualità e quantità, privilegiando le fonti di grassi insaturi e un’alimentazione complessivamente equilibrata.
Ho la steatosi epatica: devo eliminare completamente grassi e zuccheri?
No. La gestione della steatosi non consiste nell’eliminare completamente specifici alimenti, ma nel migliorare complessivamente la qualità dell’alimentazione e lo stile di vita. Anche in questo caso, un approccio personalizzato è più utile di una lunga lista di divieti.
Perché con l’avanzare dell’età diventa importante prestare attenzione alla massa muscolare?
Con l’età tendiamo fisiologicamente a perdere massa e forza muscolare. Preservarle è importante non solo per la composizione corporea, ma soprattutto per mantenere autonomia, forza, equilibrio e qualità della vita.
L’alimentazione può aiutarmi a prevenire la perdita di massa muscolare?
Sì. Un adeguato apporto energetico e proteico è importante per sostenere la massa muscolare, soprattutto con il passare degli anni e la presenza di una sarcopenia fisiologica. L’alimentazione dovrebbe essere associata, quando possibile, a esercizi di forza e movimento regolare.
