Lo scenario della terapia per il diabete mellito tipo 2 negli ultimi anni si è arricchito di nuovi farmaci tali da permettere un trattamento non più solo ed esclusivamente mirato alla riduzione della glicemia, ma anche al controllo di altri aspetti patologici.
Spesso infatti il diabete non si manifesta come malattia isolata, ma è accompagnato da altre condizioni, quali l’eccesso di peso, l’ipertensione, le cardiopatie, solo per citarne alcune tra le più frequenti, che a loro volta peggiorano l’andamento del diabete stesso, instaurando un circolo vizioso.
Se qualche anno fa la maggior parte dei farmaci per il diabete agiva sul pancreas “spremendo” le sue cellule a produrre insulina fino al suo esaurimento (l’insulina prodotta dal nostro pancreas, così come quella iniettata a scopo terapeutico, ha l’effetto di abbassare la glicemia), negli ultimi decenni i nuovi farmaci, non solo sono in grado di proteggere le cellule del pancreas (fino addirittura a farle ricrescere!), ma agiscono anche su altri organi e sistemi, potenziando le loro funzioni al fine di ottenere un migliore controllo del diabete nel lungo termine.
La prima classe di farmaci entrati in commercio alla fine degli anni ‘90 agisce potenziando l’effetto antidiabetico di alcuni ormoni prodotti normalmente dal nostro intestino generalmente dopo i pasti e che regolano il livello degli zuccheri nel sangue. Alcuni di questi farmaci necessitano di essere iniettati sottocute, come l’insulina, ma, diversamente da essa, non provocano ipoglicemia (=eccessiva riduzione della glicemia) e possono essere somministrati anche settimanalmente. Oltre ad essere sicuri e ben tollerati, hanno un ottimo effetto sul calo ponderale, pertanto vengono utilizzati anche a scopo dimagrante.
L’altra classe di farmaci di “nuova generazione” agisce invece sui reni, stimolandoli ad eliminare attraverso le urine lo zucchero in eccesso presente nel sangue. Oltre ad essere efficaci nel ridurre la glicemia, migliorano anche il grado di scompenso cardiaco che talvolta accompagna il diabete, grazie alla loro capacità di espellere, insieme agli zuccheri, anche i liquidi corporei accumulatisi in eccesso nell’organismo.
Questi sono solo alcuni degli esempi che dimostrano quanto la ricerca sul diabete sia attiva e vada via via sempre più affinandosi per poter fornire nuove strategie “personalizzate” sulla base delle caratteristiche individuali, al fine di garantire una migliore qualità e aspettativa di vita a una buona parte di popolazione che purtroppo risulta essere in aumento.
