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Esami di laboratorio in andrologia

Secondo la Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS), in Italia un uomo su tre è a rischio di infertilità. Fra le varie cause che possono determinare una situazione di infertilità nell’uomo annoveriamo le patologie dell’apparato genitale maschile (infiammazioni/infezioni), varicocele, alterazioni ormonali, farmaci interferenti con la sfera riproduttiva, così come fattori ambientali e comportamentali (fumo di sigaretta, alcool, alimentazione scorretta, ecc.).

L’andrologo è il medico specialista più indicato per la valutazione della funzione riproduttiva maschile e delle condizioni cliniche a rischio di infertilità, anche a livello preventivo. In questa ottica sarebbe auspicabile una valutazione andrologica per ogni giovane verso entro i 18 anni di età (al termine dello sviluppo puberale). Durante una visita andrologica viene raccolta la storia clinica del paziente, eseguita una valutazione obiettiva dell’apparato genitale maschile e vengono richiesti alcuni esami specialistici se indicati. Fra questi riveste un ruolo di fondamentale importanza l’esecuzione di uno spermiogramma altrimenti detto esame del liquido seminale. Attraverso questo esame è possibile valutare i diversi parametri seminali (concentrazione e numero totale degli spermatozoi, il loro grado di motilità e la loro morfologia ovvero la percentuale di spermatozoi normalmente conformati). Alterazioni di tali parametri possono essere causa di infertilità; pertanto, a completamento diagnostico, potranno essere richieste alcune valutazioni ormonali specifiche attraverso un semplice prelievo di sangue per il dosaggio dei livelli di FSH e inibina B (ormoni coinvolti nella produzione degli spermatozoi), ed LH e testosterone.

In casi selezionati potranno essere eseguiti esami di secondo livello sul liquido seminale volti ad evidenziare la presenza o meno di alterazioni della cromatina nucleare dello spermatozoo (ove sono contenute le informazioni genetiche dell’individuo), alterazioni che potrebbero influire sulla capacità fecondante dello spermatozoo stesso. In tutti questi casi è lo Specialista Andrologo a definire meglio l’iter diagnostico-terapeutico più appropriato.