17 Ottobre 2019

Acromegalia

Acromegalia

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Acromegalia
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Soggetto acromegalico; l’eccessiva crescita delle ossa acrali è evidente in questo soggetto, in cui si evidenzia la protrusione di entrambe le arcate sopraccigliari e dei processi zigomatici, il caratteristico prognatismo e il naso largo e carnoso.
Specialità endocrinologia
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM 253.0
ICD-10 E22.0
OMIM 102200
MeSH D000172
MedlinePlus 000321
eMedicine 116366 e 1095619

L’acromegalia (dal greco άκρος akros “estremo” o “estremità” e μεγάλος megalos “grande” che significa “crescita delle estremità”) è un quadro clinico patologico derivato dall’esposizione dell’organismo ad un eccesso di ormone della crescita (GH) nell’età postpuberale e dal conseguente aumento del fattore di crescita insulinosimile 1, detto anche IGF-1, secreto principalmente dal fegato in risposta al GH.[1]
L’acromegalia deve essere distinta dal gigantismo ipofisario in cui l’ipersecrezione di GH inizia prima della saldatura delle epifisi. Nella stragrande maggioranza dei casi essa è dovuto alla incontrollata secrezione dell’ormone della crescita da parte di un adenoma della ghiandola ipofisi (95-98% dei casi), che determina anche l’aumentata secrezione del fattore di crescita insulinosimile 1 (IGF-1).

Come trattamento è previsto l’intervento chirurgico, e fra le varie possibilità l’operazione di scelta rimane la resezione transsfenoidale, il cui successo è molto alto, 80 ma anche 90% dei casi, mentre in attesa dell’operazione vengono somministrati analoghi della somatostatina, che fornisce molteplici effetti: da un lato riduce i sintomi offrendo sollievo ai pazienti e dall’altra diminuisce le masse tumorali interessate.  

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