Sindrome dell’ovaio policistico e inositoli

(Articolo redatto e pubblicato da Michela Tomelini  – 15 mar 2016)carrube2

La Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS) è un disordine endocrino-metabolico caratterizzato dalla presenza di alterazioni del ciclo mestruale, irsutismo, acne e policistosi ovarica. Gran parte delle donne affette da PCOS presenta inoltre una condizione di “insulino resistenza”, che si manifesta come una sorta di insensibilità dei tessuti all’azione ipoglicemizzante dell’insulina. L’eccesso di insulina circolante che ne consegue, inoltre, pare implicata nella iperproduzione di androgeni, gli ormoni maschili responsabili del quadro clinico, che risultano coinvolti a loro volta nel peggioramento dell’insulino resistenza stessa. Quello che si viene a creare, semplificando, è quindi un circolo vizioso, dove più aumentano i livelli di insulina circolante, più aumentano anche i livelli di androgeni.

Il trattamento di questa sindrome è dunque volto alla correzione del disordine sopra descritto mediante un’azione mirata alla riduzione dell’insulino resistenza. Certamente gli interventi sullo stile di vita finalizzati al controllo del peso mediante dieta e attività fisica sono considerati il fondamento della terapia. Tuttavia negli ultimi anni, gli studi si sono concentrati sugli effetti di alcune sostanze denominate “inositoli” (da inos = muscolo), molecole scoperte a metà dell’800 ed estratte a partire dal tessuto muscolare, ma presenti anche in molti organismi vegetali, tra cui i semi di carruba, i cereali integrali e gli agrumi. Tra questi composti, il MYO INOSITOLO e il D-CHIRO INOSITOLO, oltre ad essere assunti con gli alimenti, vengono anche prodotti dal nostro organismo a partire dal glucosio in seguito ad una serie di trasformazioni enzimatiche. Tali molecole sono in grado di esercitare delle azioni specifiche all’interno della cellula: come dei “messaggeri” sono cioè in grado di “amplificare” il segnale insulinico all’interno della cellula rendendola quindi maggiormente permeabile al glucosio circolante e determinando un effetto, appunto, insulino sensibilizzante. Non stupisce allora il fatto che gli inositoli siano stati impiegati come terapia sperimentale per il diabete già a partire dagli anni 50. E’ stato inoltre osservato che le donne con PCOS, soprattutto quelle con una condizione di insulino resistenza più marcata, presentano livelli di D-CHIRO INOSITOLO inferiori rispetto alle donne sane. Tale osservazione ha dunque condotto diversi gruppi di ricerca a studiare gli effetti clinici di tale molecola somministrata per via orale a dosaggi prestabiliti. Dalle pubblicazioni emerse, seppure gli studi siano stati effettuati su campioni poco numerosi e i risultati non siano ancora del tutto concordi, si evince come l’utilizzo di D- CHIRO INOSITOLO sia associato non solo ad un miglioramento dell’insulino resistenza e di alcuni parametri metabolici e ormonali, ma anche ad una ripresa della ciclicità mestruale.

I dati a disposizione, pur necessitando di ulteriori conferme, aprono quindi una promettente prospettiva nel campo della terapia per la PCOS, che richiede di essere più che per ogni altra patologia “modellata” secondo le necessità di ogni singola paziente.

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